Fratelli Missionari della Misericordia

Istituto di Vita Consacrata

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La fondatrice, Madre Antonina Cataldo

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Per  contattare madre Antonina Cataldo:

  • Tel: 091 / 866 19 91
  • Indirizzo: Via don Milani, n°7 - 90044 Carini (PA)

Madre Antonina Cataldo nasce a Carini (Palermo) il 1° novembre 1937 da genitori molto facoltosi, produttori ed esportatori di agrumi. Tra i cinque fratelli e le due sorelle, una particolare importanza ha sempre avuto la figura del fratello Antonino, che a sedici anni entrò nella Compagnia di Gesù e più tardi partì missionario in Madagascar, dove tuttora svolge il suo ministero.

Fin da bambina il carattere di Antonina era allegro e socievole, ma anche coraggioso e tenace. Queste qualità facilitarono senza dubbio l'incontro con i poveri e gli ammalati. Per molti anni poteva avvicinarli quando bussavano alla casa paterna o a quella del nonno, ma poteva soccorrerli di nascosto, non con la larghezza che essa desiderava.

Nello stesso tempo appariva nascosta e raccolta: per una bambina, ma anche per una giovane più grande, sembrava strano che dedicasse ore alla preghiera. I familiari cercavano perciò spesso di ostacolarla, considerando la cosa eccessiva e insolita. Ma la sua fantasiosa intraprendenza riusciva ad aggirare controlli e ostacoli, riservando tempi molto ampi di dialogo con Gesù Cristo e con la Madonna. Si pensa che anche questa interiorità fosse sorgente di una notevole capacità di consiglio e di saggezza, come se riuscisse facilmente a immedesimarsi nell'altro e a percepirne le esigenze alla luce di Dio, sempre tuttavia con chiarezza, semplicità e amore.

Anche questo aspetto della personalità si mantenne e crebbe con l'andare degli anni: ancora oggi è più che mai assediata da persone che vogliono consultarla.

Oltre la disponibilità al servizio e il buon carattere, c'era un punto nel quale il padre, non tanto la mamma, si sentiva molto in sintonia con la figlia. Sia per la prospettiva di un buon matrimonio, sia per la naturale vanità dell'età e la buona situazione finanziaria, essa poteva liberamente frequentare la Galleria di Moda di Palermo e acquistare vestiti belli e costosi. Carattere gioviale, bella presenza e ricchezza materiale contribuivano ad affollare il numero dei giovani pretendenti, che, come spesso accadeva, si esibivano in frequenti serenate notturne. I fidanzamenti si componevano e disfacevano. Ciò nonostante essa chiedeva continuamente al Signore di potersi sposare.

Aveva anche, nella sua semplicità, uno scopo principale: avere un figlio da dedicare al sacerdozio e una figlia da avviare alla vita religiosa.

Ma per vie misteriose, che la ragazza capiva nella preghiera, non se ne fece niente: la sua strada era la consacrazione a Dio. In quegli anni ebbe molto influsso l'invito del proprietario della Galleria di Moda di Palermo, a frequentare l'Apostolato della Sofferenza, guidato allora dalla sorella di Giacomino Gaglione. A circa vent'anni iniziò così, con le nuove amiche, a frequentare gli ammalati, organizzare viaggi a Lourdes, andare a cercare i più miserabili e abbandonati. Erano i soliti poveri, le prostitute, gli ammalati terminali abbandonati in casa, lasciati letteralmente marcire nell'ospedale «Lo Spasimo» o nel manicomio cittadino in situazioni disumane.

Nel 1970 ottenne dai genitori di potersi ritirare in una casa di campagna di loro proprietà, sita nel Bivio Foresta di Carini, per dedicarsi con altre alla preghiera. Infine, per dare al tutto maggiore stabilità, quella parte dei possedimenti le fu concesso  - con molta difficoltà – quale anticipo dell'eredità.

Più tardi, nel 1976, la chiesetta del SS. Salvatore, appartenente al patrimonio familiare, fu riconosciuta ufficialmente Oratorio pubblico dall'Arcivescovo di Monreale, con la facoltà di svolgervi tutte le funzioni di culto.

Chi ricorda quegli anni ha una memoria molto viva di una grande povertà. Si doveva provvedere ai poveri chiedendo l'elemosina, affrontando avversione e calunnie e fondandosi sulla Provvidenza, che arrivava spesso all'ultimo momento, quando umanamente tutte le strade apparivano chiuse. Ma, se i bisognosi crescevano, il numero di coloro che li accudivano in modo stabile e organizzato restavano proporzionalmente pochi.

Mai mancò tuttavia il necessario e tutt'ora è viva la certezza che Dio provvede in modo inaspettato e con munificenza ai bisogni dei suoi poveri. In ogni caso, a partire dal 1979 si riuniscono attorno a Madre Antonina le prime vocazioni per dedicarsi alla preghiera e al servizio della misericordia, soprattutto in favore delle famiglie, che si andavano a cercare nelle loro case e là dove si percepiva il loro bisogno.

Era ormai l'inizio effettivo dell'Opera della Misericordia. La casa di Carini divenne un centro di spiritualità e di formazione familiare con la partecipazione di laici, che condividevano lo stesso spirito, e di alcuni sacerdoti o aspiranti al sacerdozio.